Dalla nostra esperienza

Riflessioni,  metodi e incontri 

Dietro ogni progetto c’è un percorso fatto di scelte, metodo e persone. In questo spazio condividiamo quello che impariamo ogni giorno lavorando con le organizzazioni: approcci concreti, riflessioni su cosa funziona e perché, storie che mostrano come affrontare le sfide organizzative. E scoprite gli eventi del Manager’s Café, occasioni di incontro e confronto per leader e professionisti.

Immagine Blog Mar_23

Come ogni mese, mercoledì 8 marzo siamo tornati a confrontarci con un nuovo caso di business nel salotto del MANAGERS’CAFE’. In questa occasione abbiamo affrontato un tema che è ben presente nella vita quotidiana di qualsiasi professionista: la gestione dello stress. Il problema è già molto discusso e vede un’infinità di soluzioni personali, quindi abbiamo adottato una prospettiva diversa, sulla quale il dibattito in Italia non è particolarmente sviluppato. Invece di considerare la dimensione individuale della questione, ci siamo concentrati sullo sviluppo e sull’implementazione di strategie collettive per affrontare lo stress in un team.

Rispettando la “tradizione” del nostro Cafè, abbiamo condiviso la storia di Simone. Responsabile di un gruppo di circa dieci persone, Simone è impiegato in un’azienda molto dinamica e di grande successo. L’evoluzione senza sosta della realtà dove lavora si traduce nella continua implementazione di nuovi progetti ed in una costante sovrapposizione di diverse priorità. Ciò non è mai stato un problema per Simone grazie all’adattabilità ed alla creatività nell’uso di processi e strategie di management con le quali guida il suo team. Nonostante cerchi di infondere sempre una mentalità solare e positiva ai colleghi, ben presto si rende conto che il livello di stress nel suo gruppo continua ad aumentare, riducendo, di conseguenza, l’innovazione e la creatività con le quali vengono di solito affrontati i nuovi impegni lavorativi. La domanda, quindi, è: quali sono i migliori strumenti manageriali che Simone può introdurre per supportare il suo team a mantenere alto il livello di energia?

Per risolvere questo arduo quesito, si è fornita una lista di diverse attività anti-stress che possono essere introdotte nella routine di un gruppo di lavoro. Queste possibili iniziative sono: riunione camminata (riunione svolta all’aperto e in movimento), creazione di un rituale per chiudere la giornata, stretching da scrivania, sessioni di Yoga o di Tai Chi, pranzo detox, training autogeno, attività artistiche e ascolto di gruppo di musica. Il compito dei partecipanti era quello di selezionare le attività migliori da introdurre per recuperare collettivamente le energie nel team. Oltre alla scelta, si doveva, però, anche sviluppare una pianificazione per introdurre le strategie e per coinvolgere al massimo tutti i membri del gruppo nel loro svolgimento. Si poteva, inoltre, lavorare di fantasia proponendo ulteriori alternative.

Il confronto con un tema così originale ed in contrasto con la narrazione, molto diffusa, che la qualità di un lavoratore si misura dalla quantità di fatica che svolge, ha subito generato grandi dibattiti che hanno completamente sostituito il lavoro di gruppo previsto. In particolare sono emerse tre principali preoccupazioni. La prima si è concentrata sulla difficoltà nel conciliare le strategie individuali di gestione dello stress con quelle adottate collettivamente. L’introduzione di un momento rilassante per tutti può, infatti, sortire effetti negativi sui singoli, i quali possono percepirlo come un ulteriore impegno o come una distrazione non necessaria dalla routine lavorativa. Una seconda criticità coinvolge lo spirito del team. Vi deve essere una grande comunione di intenti e volontà per superare le resistenze individuali a lasciarsi coinvolgere in nuove attività, tra l’altro spesso non incluse negli obblighi contrattuali. L’ultimo potenziale problema riguarda la figura del responsabile che implementa le strategie. Non solo deve conoscere al meglio il suo team e capirne chiaramente le necessità collettive, ma deve anche rispettare la sensibilità di ognuno nel valutare ed introdurre le sue proposte.

Nonostante le numerose difficoltà percepite, la discussione ha generato delle proposte molto interessanti non tanto riguardanti i singoli strumenti, ma piuttosto le accortezze da adottare in generale. In primis, si è sottolineato come sia fondamentale creare il bisogno. Il successo di qualsiasi attività per ridurre la spesa di energia nasce, infatti, da una presa di coscienza collettiva del problema. Rendere consapevole ognuno e proporre al meglio le strategie scelte sono, dunque, due passi fondamentali. Bisogna, poi, adottare una politica dei piccoli passi. L’introduzione degli strumenti deve essere graduale e in nessun modo obbligatoria. Se poi questi momenti sono sempre vissuti non solo come anti-stress, ma anche come azioni di team-building, eventuali resistenze individuali possono essere superate dal successo e dall’entusiasmo del gruppo nel partecipare. In questo modo, inoltre, l’attività scelta diventa parte fondante dell’identità del team, il quale inizierà a richiederla costantemente e a svilupparla con nuove proposte. E voi pensate ci siano altre criticità o ulteriori modalità di affrontare collettivamente lo stress? Conoscete delle particolari attività che hanno avuto buoni risultati in proposito? Scrivetecelo nei commenti!

Vi aspettiamo al prossimo MANAGERS’CAFE’ mercoledì 5 aprile con un altro caso di business sul quale confrontarci insieme.

Un ringraziamento  a Davide Tanto per la redazione del post.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter