Dalla nostra esperienza

Riflessioni,  metodi e incontri 

Dietro ogni progetto c’è un percorso fatto di scelte, metodo e persone. In questo spazio condividiamo quello che impariamo ogni giorno lavorando con le organizzazioni: approcci concreti, riflessioni su cosa funziona e perché, storie che mostrano come affrontare le sfide organizzative. E scoprite gli eventi del Manager’s Café, occasioni di incontro e confronto per leader e professionisti.

IMG_20141208_181648 (2)Arriva solo oggi il resoconto del  MANAGERS’CAFE’  di Novembre in cui ci siamo confrontati su un tema interessante e poco dibattuto: l’utilizzo del proprio potere per influenzare il cambiamento.

In ogni organizzazione è facile identificare cosa fare per migliorare, il difficile è riuscire a promuovere il cambiamento. Ognuno di noi fatica ad abbandonare le proprie abitudini e, nel infinita capacità di adattamento, così tipicamente italiana, riusciamo a far funzionare le cose anche quando è evidente che il sistema sta sbagliando. Nel caso di Giuseppe, Responsabile di uno stabilimento metalmeccanico,  c’è un software che ha dei problemi e che dà dei problemi a chi lo usa; il software è stato inoltre sviluppato dal figlio del presidente e tutto sembra indicare che ….non c’è niente da fare …. dobbiamo accontentarci di lavorare così.

Mettendoci nei panni di Giuseppe abbiamo iniziato a ragionare a mente fredda, senza conoscere né avere relazioni dirette con le persone realmente coinvolte, sulle fonti del potere organizzativo e su come utilizzare questo potere per influenzare dirigenti, colleghi e collaboratori.

Chiunque lavora in un’organizzazione può giocarsi il potere per influenzare gli altri, spesso lo si fa in modo inconsapevole oppure incontrollato e ciò non produce effetti positivi.  Invece essere consapevoli del proprio potere e saperlo utilizzare con equilibrio   è una capacità importante  per ottenere risultati positivi per sé, il proprio team e tutta l’organizzazione.

Per discutere sull’utilizzo del potere in questo caso specifico ci siamo divisi in 3 gruppi, il primo gruppo si è identificato nei dirigenti (le persone che hanno uno status organizzativo superiore a Giuseppe), il secondo gruppo nei colleghi (pari grado)  ed il terzo nei collaboratori (grado inferiore). Ogni gruppo aveva il compito di suggerire a  Giuseppe quali fonti di potere utilizzare e quali azioni  concretamente fare per convincere gli altri attori aziendali ad aiutarlo nel cambiamento.

Le 6 fonti di potere che abbiamo preso in considerazione sono: il potere di RUOLO, quello COERCITIVO, quello di RICONOSCIMENTO, il potere di ESPERTO, quello PERSONALE ed infine quello di RELAZIONE.

Le azioni che consigliamo a Giuseppe per convincere i Dirigenti  partono con la condivisione razionale dei dati di performance e fanno leva sul potere di ESPERTO. La strategia prevede anche di non prendere di petto il figlio del presidente,  ma di far sì che  diventi il promotore del cambiamento; per ottenere ciò Giuseppe deve lavorare sulla  RELAZIONE,  in modo da creare un forte senso di collaborazione. Sempre con il potere della relazione ed il suo potere PERSONALE raccomandiamo a Giuseppe di coltivare, con calma, alleanze. (L’uso COERCITIVO del “se qui non cambia qualcosa me  ne vado”, lo teniamo come ultima ratio).

Grazie al potere di RUOLO, di RELAZIONE e di ESPERIENZA, Giuseppe può farsi aiutare dai collaboratori per le analisi della situazione e le proposte di miglioramento. Coinvolgere i collaboratori nella ricerca dell’efficienza e utilizzare il potere di RICONOSCIMENTO, crea team e motivazione.

Il gruppo più difficile con cui relazionarsi,  quello che molto spesso nega il proprio appoggio, perché non tenuto nella debita considerazione, è quello dei colleghi pari grado. A volte i colleghi pari grado non vengono coinvolti perché si pensa che, se il cambiamento non tocca direttamente la loro area di pertinenza, la loro opinione non sia determinante. Nella nostra chiacchierata novembrina abbiamo convenuto che non considerare i propri colleghi pari grado  è un grave errore e può compromettere tutto il progetto di  cambiamento. I colleghi meritano una particolare attenzione ed un utilizzo del proprio potere PERSONALE, di ESPERTO e RELAZIONALE è fondamentale per proporre e realizzare un cambiamento nell’organizzazione cercando di identificare e condividere i vantaggi comuni.  Ragionando fuori dalla quotidianità ci siamo anche resi conto dell’importanza   di osservare, riconoscere ed apprezzare le buone pratiche gestionali dei nostri colleghi (potere del RICONOSCIMENTO).  Probabilmente la sinergia con i pari grado è una delle più strategiche per poter promuovere con successo un cambiamento organizzativo.

E’ stato interessante parlare di potere, un argomento spesso spinoso, dargli un nome, definirne le fonti ma soprattutto è stato utile discutere sul come utilizzarlo. Ci ha colpito la consapevolezza che a volte escludiamo a priori di poter incidere positivamente sulle persone, come i nostri pari grado, che più di altri possono condividere una visuale dell’azienda simile alla nostra.

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